Affitti brevi, tutto quello che c’è da sapere

Italia, terra di santi, poeti, navigatori. E proprietari di casa. Che in tempi di incertezza economica decidono sempre più spesso di mettere a reddito le seconde abitazioni attraverso il sistema degli affitti brevi. Una soluzione che può rivelarsi interessante e redditizia per molti ma che, prima di essere adottata, richiede alcune conoscenze essenziali, indispensabile per assumere decisioni consapevoli.

La prima cosa da tenere in considerazione è il fatto che non tutti gli immobili sono adatti per essere affittati per brevi periodi di tempo. “Generalmente questo vale per le abitazioni lontane dai centri storici, da luoghi di interesse turistico o da altre specifiche attrazioni – spiega Andrea Napoli, ceo di Locare -. Queste case solitamente si prestano meglio ad essere affittate per lunghi periodi”.

La seconda regola fondamentale è quella prendere informazioni dettagliate e aggiornate sulla disciplina giuridica delle locazioni di breve termine. “La cosa importante è rimanere costantemente aggiornati, perché le norme di riferimento cambiano spesso”, sottolinea Napoli.

Al momento la disciplina fiscale che regola questo tipo di locazione è la “cedolare secca”, che si applica ai contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore ai 30 giorni, lasso di tempo che consente di non registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate. In ogni caso le locazioni di breve termine sono soggette a un’imposta sostitutiva del 21%, invece dell’Irpef e delle relative addizionali.

In aggiunta alla locazione dell’abitazione il contratto può prevedere una serie di servizi collegati alle esigenze abitative di breve periodo, come la fornitura di biancheria (lenzuola e asciugamani), la pulizia dei locali, la fornitura di utenze, l’aria condizionata o il wi-fi.

Sono invece esclusi i contratti che prevedono servizi aggiuntivi quali i pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche o di interpreti, perché non sono direttamente collegati alla finalità residenziale dell’immobile.

Quando si sceglie di affittare una casa per un breve periodo si può anche decidere di affidarsi a un intermediario, ossia un soggetto che, dietro compenso, si occupa della gestione di tutti gli aspetti collegati ai contratti di locazione.

Nel momento in cui questi intermediari intervengono nel pagamento o incassano l’affitto hanno l’obbligo versare una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni attraverso un modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo.

È opportuno sottolineare che questa aliquota del 21%, che rappresenta una vera ritenuta di carattere tributario, andrà applicata sull’intero importo dell’affitto e anche sulla provvigione dovuta dal locatore allo stesso intermediario.

In aggiunta a questo gli intermediari sono tenuti a trasmettere all’Agenzia dell’Entrata alcuni dati: nome, cognome e codice fiscale del locatore; la durata del contratto; l’indirizzo dell’immobile; l’importo del corrispettivo lordo.